Strootman: perché non è una cessione a “mercato chiuso”

Edoardo Sorani

Sono l'ideatore di Testedicalcio.com, progetto partecipativo nel quale unisco l'amore per il calcio, per la scrittura e per il gioco di squadra.

L’ufficialità della cessione del centrocampista olandese dalla Roma all’Olympique de Marseille (per circa 25 milioni di euro più bonus) ha scatenato un putiferio tra i tifosi giallorossi, che stavano ancora finendo di digerire la partenza di Nainggolan. Così, nei pochi giorni della trattativa-lampo, il presidente Pallotta, il ds Monchi e persino Di Francesco sono stati pesantemente contestati.

La critica principale (ed evidente) è che una squadra che vende le sue pedine più importanti non si sta rinforzando (cosa che invece ripetono dirigenti e allenatore). In fondo Strootman era arrivato a Roma nell’estate 2013 e da allora, lunghi infortuni al ginocchio permettendo, era sempre stato un titolare. E anche se dopo i lunghi stop non è più tornato ai livelli del suo primo anno giallorosso, di certo un incontrista come lui avrebbe fatto comodo durante la stagione, fosse anche solo per far tirare il fiato ai compagni (su tutti il 35enne De Rossi). E se il calcio più che uno sport è uno show che muove miliardi di euro, (r)esiste ancora un legame fatto di emozioni, di sacrificio e di attaccamento alla maglia che i tifosi dimostrano di tenere in grande considerazione.

Al di là delle questioni etiche, rispetto alla dirigenza ma anche al giocatore (che alcuni sostengono avrebbe voluto chiudere la carriera nella Roma, mentre altri chiamano mercenario per via del sostanzioso aumento di ingaggio che percepirà in Francia) c’è una questione, tra quelle tirate in ballo da chi non ha accettato di buon grado la partenza del giocatore, che non ha davvero senso: ossia la rabbia perché Strootman è stato venduto a mercato chiuso.

Per un DS il mercato non chiude mai

Per chi segue il calciomercato sui giornali sì, il calciomercato (in entrata) in Italia si è chiuso il 17 agosto alle 20 (Spagna, Francia e Germania tireranno avanti fino al 31), ma per chi il calciomercato lo fa, non finisce mai. Quest’estate, a centrocampo, la Roma ha preso Cristante, Pastore e Nzonzi (in realtà anche Coric, ma consideriamo il giovanissimo croato un semplice prospetto), mentre fino a pochi giorni fa aveva dato via Nainggolan (Inter) e Gonalons (Siviglia). Adesso  proviamo ad usare un po’ di immaginazione: è possibile che Monchi abbia preso un centrocampista in più perché sapeva che forse sarebbe partito Strootman?

Le voci su una possibile partenza dell’olandese, in realtà, circolavano già dalla scorsa estate, quando il suo nome era stato accostato addirittura alla Juve (per cifre ben più alte), e che il centrocampista fosse il più cedibile tra i pezzi migliori della scuderia giallorossa era chiaro a tutti. E se Di Francesco lo ha ritenuto “sacrificabile” (per via del suo rendimento non all’altezza, perché incapace di adattarsi al ruolo di mezz’ala,  o chissà cos’altro), è più che comprensibile che Monchi, che di lavoro non fa il tifoso ma fa il ds, abbia approfittato dell’offerta del Marsiglia (circa 25 milioni contro i 13 spesi per portarlo a Roma nel 2013) per monetizzare un giocatore non in cima alle gerarchie, il cui valore di mercato non poteva che scendere, rischiando addirittura (nell’ipotesi di diverse panchine) di vederlo andare via a parametro zero alla scadenza del contratto.

Se sia stato un bene o un male vendere Strootman possiamo deciderlo tutti, secondo la nostra opinione (anche se sarebbe ancora più intelligente aspettare i verdetti del campo). Se però sentite qualcuno che continua a dire che l’errore è stato venderlo a mercato chiuso, adesso almeno sapete cosa rispondergli.

E ora che abbiamo messo qualche puntino sulle “i”, vediamoci il video di GOAL SCOUT con tutti i pezzi migliori del repertorio dell’olandese.

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