Spagna un gradino sopra, l’Italia crolla con l’uomo in meno

di: Edoardo Sorani

Sono l'ideatore di Testedicalcio.com, progetto partecipativo nel quale unisco l'amore per il calcio, per la scrittura e per il gioco di squadra.

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Se un anno fa gli azzurri di Conte avevano compiuto l’impresa battendo la Spagna negli ottavi di finale degli Europei in Portogallo, ieri sera le “Furie Rosse” in formato under 21 hanno vendicato la loro nazionale maggiore, eliminando gli azzurrini di Di Biagio dall’Europeo Under 21 con un 3-1 che non lascia scampo a recriminazioni. Sì, perché al di là della discreta prova offerta dagli azzurri, che per tutto il primo tempo hanno giocato alla pari con gli spagnoli, favoriti per la vittoria finale del trofeo, la superiorità degli uomini di Celades è emersa, imponente, alla distanza. Una superiorità fatta non solo di tecnica, come era logico aspettarsi, ma soprattutto di pazienza ed esperienza.

Non è un caso che nella giovane nazionale spagnola trovino spazio giocatori come Asensio, che quest’anno col Real Madrid è sceso in campo 38 volte, fornendo 4 assist e segnando 10 gol, tra cui quello del definitivo 4-1 alla Juventus in finale di Champions League, Deulofeu, protagonista del girone di ritorno del Milan e di proprietà del Barcellona – che ha già fatto sapere di volerlo riprendere – e soprattutto Saul, pedina fondamentale nell’Atletico Madrid di Simeone.

saul niguez atletico madrid
Saul Niguez con la maglia dell’Atletico Madrid

Suo il gol del vantaggio spagnolo. Movimento ad entrare in area da destra verso sinistra, controllo in corsa dal limite e sinistro a incrociare sul palo opposto. Non ci arriva Donnarumma, ma la responsabilità è più della coppia Rugani-Caldara, che non anticipa né ostacola concretamente lo spagnolo durante la preparazione al tiro. Da sottolineare anche l’incredibile slalom di Ceballos, col giocatore del Betis che si beve tutto il centrocampo azzurro (accentrandosi da sinistra) prima di servire l’assist al suo compagno di squadra.

Si sapeva che battere questi spagnoli, che hanno perso solo una volta negli ultimi 2 anni e 7 mesi, sarebbe stata un’impresa assoluta, tanto più se considerate le assenze di Conti e Berardi, ma anche il giorno in meno di riposo che il calendario ha imposto agli azzurri.

Il discorso fisico, però, è sembrato evidente solo nella ripresa, quando già sotto di 1-0 Gagliardini si è fatto ingenuamente espellere per doppia ammonizione (nonostante un paio di interventi condonati e i numerosi avvertimenti che l’arbitro sloveno Vincic gli aveva riservato fin dal primo tempo). E pensare che subito dopo, col dolorante Chiesa già sostituito da Locatelli e con l’uomo in meno, l’Italia ha anche saputo reagire, andando a segnare il pari con Bernardeschi, che al termine di una caparbia azione personale ha spiazzato dal limite dell’area il portiere Kepa, grazie però alla deviazione di un difensore spagnolo.

E mentre tutti prendevano i pop corn per vedere se il catenaccio italiano avrebbe resistito ad oltranza all’assedio spagnolo, Saul ha confermato di essere in serata di grazia, esplodendo da fuori una sassata mancina su cui Donnarumma probabilmente poteva fare qualcosa di più. Il secondo gol ha tolto le ultime energie agli azzurri, che nonostante gli innesti di Cerri per Petagna e di Garritano per Benassi hanno mollato e offerto il fianco al definitivo 3-1 degli spagnoli, segnato sempre da Saul.

Video: Spagna U21-Italia U21 3-1

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