Roma-Lazio 3-1, i giallorossi si rilanciano prendendosi il derby

Andrea Serra

Andrea Serra

Sono un giovane studente romano, appassionato di sport, soprattutto di calcio, innamorato della Roma, che seguo assiduamente dall'infanzia.
Andrea Serra

Cosa sia un derby lo sanno tutti, ma in pochi conoscono l’atmosfera, il significato, l’emozione che produce. La classica stracittadina che vede contrapposte Roma e Lazio è alle porte e un’intera città si è bloccata in attesa del responso. I giallorossi sperano nell’aiuto dei cugini per risollevarsi da una crisi profonda, i laziali, sicuri del gioco ritrovato, pensano ad allungare per non perdere il treno delle grandi.

La partita ha inizio come prevedibile in un clima tanto festante quanto teso, con le formazioni che da subito si mostrano vivaci e vogliose di imprimere il proprio sigillo sulla sfida. Nonostante l’equilibrio regni padrone nei primi 20’, i più esuberanti sono i biancocelesti che si rendono pericolosi in più momenti, prima con Immobile che impatta al volo in occasione di due calci d’angolo e poi con Luis Alberto che manca incredibilmente l’appuntamento col gol a pochi metri dal portiere. Dopo lo sbigottimento iniziale, anche i romanisti entrano prepotentemente in partita, dapprima alzando il proprio baricentro e migliorando il palleggio, poi inanellando una ravvicinata serie di importanti occasioni, capitate rispettivamente prima sui piedi di Dzeko, che dopo un’azione in solitaria si ritrova a tu per tu con Strakosha, poi De Rossi, che sugli sviluppi di un calcio piazzato manca l’impatto col pallone a pochi centimetri dalla porta, poi ancora Florenzi, fermato all’ultimo da un prodigioso recupero di L.Felipe in area ed infine El Shaarawy, che non trova la coordinazione su un cross in area. Il parziale si aggiorna proprio allo scadere grazie alla prodezza di Pellegrini, subentrato a Pastore, che risolve una mischia nell’area biancoceleste insaccando il vantaggio romanista di tacco al 45’.

La ripresa ha inizio con lo stesso equilibrio che aveva caratterizzato l’avvio della prima frazione. Il gioco ora sembra più confuso e il ritmo meno asfissiante, tuttavia al 67’ la Lazio pareggia inaspettatamente grazie a un gran pasticcio difensivo di Fazio, che controlla male e innesca Immobile, abile poi a scagliare un angolatissimo diagonale dal limite destro dell’area romanista. I giallorossi però restano in partita e tornano a sviluppare la mole di gioco vista in precedenza, avvalendosi dell’ottimo lavoro tra le linee offerto da un ispiratissimo Pellegrini, che con un inserimento si procura la punizione dal limite che viene magistralmente trasformata dall’ex di turno Kolarov al 71’ (ogni riferimento a cose, fatti o persone è puramente casuale ndr). Il serbo diventa il primo calciatore a segnare due gol nel derby con ambo le casacche negli ultimi 68 anni. Il pareggio svanito in nemmeno 5 minuti taglia le energie alla Lazio, mentre i romanisti, galvanizzati dal vantaggio, aumentano la pressione offensiva sino a confezionare il gol del ko, messo a segno da Fazio, che di testa insacca sontuoso sugli sviluppi di un calcio piazzato al 85’, portando sul 3-1 il risultato finale per i suoi.

Pagelle romaniste

  • Olsen: 6 – Il suo lo fa senza troppi problemi, di certo la colpa sul gol di Immobile non è sua, ma qualcosa in più forse lo avrebbe potuto fare.
  • Santon: 7 – Ripaga egregiamente la fiducia offertagli dal mister che lo ha schierato dal 1’. Non sbaglia una palla, spesso si stacca e dà manforte a Florenzi in attacco. Sontuoso.
  • J.Jesus: Sv
  • Manolas: 6,5 – Finalmente offre una prestazione degna dei suoi standard, limitando al massimo il pericolo Immobile per tutti i 90’.
  • Fazio: 6 – Prima il blackout che regala il pareggio ai biancocelesti, poi il gol del definitivo 3-1. Sufficiente, ma nemmeno lontano parente del generale che conosciamo.
  • Kolarov: 7,5 – Finalmente il serbo torna a spadroneggiare sulla sua fascia. Offre una spinta continua per tutto l’arco della partita e per bravura o fortuna non è mai punito dagli attaccanti avversari, in più il gol al 71’ con esultanza è da brividi.
  • N’Zonzi: 6 – Si impegna molto e stringe i denti per la fatica, svolgendo tanto lavoro sporco che non appare ma è utilissimo.
  • De Rossi: 7 – Come sempre fondamentale, ago della bilancia nel centrocampo giallorosso. Peccato per l’infortunio riportato.
  • Cristante: Sv
  • Pastore: 6 – Esce per infortunio al polpaccio dopo appena 35’. Precedentemente di certo non entusiasma, ma offre fluidità alla manovra e tenta anche l’imbucata personale.
  • Pellegrini: 8 – Protagonista assoluto. Gol di tacco che sblocca la partita, onnipresenza in campo degna del miglior Ninja e assist finale.
  • Florenzi: 6,5 – Eccezionalmente in versione attaccante non si risparmia mai, spingendo come un treno, ma senza mai dimenticare i dettami tattici e difensivi richiesti dall’allenatore. Uomo di sostanza.
  • El Shaarawy: 5,5 – Si impegna dal 1’ al 90’, mantenendo l’attenzione sempre alta, tuttavia spesso, troppo spesso, sceglie la giocata sbagliata.
  • Dzeko: 6 – Prestazione a dir poco peculiare. Passa da momenti di sconforto e rassegnazione a colpi di genio. Generalmente evanescente, ma allo stesso tempo funzionale come in occasione del gol di apertura.
  • Di Francesco: 10 – Forse per dire che la crisi sia finita è presto, ma resta il fatto che fino a una settimana fa anche solo pensare di rifilare tre gol alla Lazio in questo stato di forma sarebbe stato utopico. Il mister ha prima riconquistato la fedeltà e l’attenzione dei suoi, e poi escogitato un 4-2-3-1 che valorizza i giocatori in rosa. Lui ci ha sempre creduto ed ha osato quando nessuno forse lo avrebbe fatto e per questo va elogiato.

Sintesi Roma-Lazio 3-1 (29/09/2018)

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