Roma-Barcellona 3-0: GRAZIE ROMA, sei in semifinale di Champions!

Andrea Serra

Andrea Serra

Sono un giovane studente romano, appassionato di sport, soprattutto di calcio, innamorato della Roma, che seguo assiduamente dall'infanzia.
Andrea Serra

È ora di Champions, è l’ora dei quarti di ritorno e pronte a sfidarsi ci sono Roma e Barcellona. Nella capitale fervono i preparativi e l’ambiente appare diviso, tra sfiduciati già appagati dall’ottimo e inatteso cammino europeo e qualche sognatore incallito che pensa al colpaccio. L’andata ha lasciato l’amaro in bocca ai giallorossi, in grado di imbrigliare Messi e compagni per gran parte della sfida, regalando mezza qualificazione con due autogol. La rimonta appare impossibile o quasi, dovendo necessariamente giungere da una netta vittoria con triplice scarto in favore dei padroni di casa.

La partita ha inizio e appare sin da subito evidente l’atteggiamento aggressivo dei giallorossi. Il mister Di Francesco infatti schiera un inedito 3-4-1-2, cercando di giocarsi il tutto per tutto contro una delle formazioni più forti al mondo, che tuttavia all’andata non si è dimostrata irresistibile. Sul piano tattico l’idea pare azzeccata, i romanisti iniziano ad esibirsi a livelli altissimi. Le linee sono strette, coese, e la grinta messa in campo è spaventosa tanto da permettere ai capitolini di andare in vantaggio dopo appena 6′ con Dzeko, abilissimo a sfruttare e insaccare un suggerimento alto di De Rossi.

Dzeko segna il gol del vantaggio, approfittando dell’indecisione della difesa balugrana

Rintronati dallo svantaggio fulmineo e dalla trappola tattica avversaria, giocatori del calibro di Messi e Iniesta rimangono inerti per gran parte della prima frazione, riuscendo a collezionare solo un paio di punizioni e un tiro da fuori area. I giallorossi, d’altro canto, instaurano un prolungato monologo offensivo che li porta ad un passo dal raddoppio in diverse occasioni, sprecate prima da Schick e poi da Dzeko.

In apertura di secondo tempo i blaugrana provano a ristabilire le gerarchie, sfruttando una leggera flessione atletica degli avversari. I giallorossi tuttavia resistono con ordine e determinazione, e al 58’ Dzeko, pescato in profondità, viene atterrato davanti al portiere da Piqué, guadagnandosi un rigore trasformato poco dopo da De Rossi.

manolas esulta dopo il gol
Kostas Manolas esulta dopo aver realizzato il gol del 3-0

Il 2-0,  che nessuno avrebbe mai immaginato, trasforma l’Olimpico in una vera e propria bolgia. Credere all’impresa adesso è un obbligo per tutti. Lo è soprattutto per i giocatori che, galvanizzati dal risultato, impiegano tutte le energie residue per arrembare la retroguardia catalana. Anche il mister, intuito il momento, mette dentro Under ed El Sharaawy, rischiando il tutto per tutto e lanciando la massima offensiva. Dopo numerose occasioni e qualche miracolo di Ter Stegen, arriva all’improvviso il gol della provvidenza, con Manolas che al 82′ insacca perfettamente di testa un calcio d’angolo, portando a tre i gol di vantaggio che qualificherebbero virtualmente i romanisti ad una storica semifinale, che manca da 34 anni. Gli spagnoli non ci stanno e negli ultimi  minuti tirano fuori l’orgoglio, aumentando la pressione e sperando nella capacità dei singoli (su tutti Messi) di risolvere la partita con un colpo solo. Il momento è di sofferenza assoluta, ma i padroni di casa resistono strenuamente sino al liberatorio triplice fischio. Così i giallorossi vincono a mani basse contro un Barca irriconoscibile, raggiungendo le semifinali di Champions League e acquisendo forse la necessaria consapevolezza di potersela giocare contro qualunque avversario.

Pagelle romaniste

Alisson: 6,5 – I tiri da bloccare sono veramente pochi, comunque è sempre e costantemente attento e partecipe al gioco, aiutando spesso i compagni con anticipi anche fuori dalla sua area di pertinenza.

J.Jesus: 7 – Ad inizio partita la paura nel vedere il suo nome tra i titolari era molta, ma si è dimostrato più che all’altezza.

Fazio: 7 – In difesa a volte trema un po’, specie in ripiegamento, tuttavia si propone spesso in avanti e non disdegna vere e proprie discese da terzino con tanto di cross.

Manolas: 8,5 –  Preciso, veloce, attento, pulito e pure goleador per una serata memorabile che lo vede protagonista assoluto di una rimonta leggendaria.

Kolarov: 7,5 – L’aria di Champions lo fa ringiovanire. Un vero e proprio treno inarrestabile e puntuale, che sconquassa la difesa spagnola dal 1′ al 90′.

Strootman: 7,5 – Come di consueto ultimamente, fa tutto il lavoro sporco, rimediando a qualche buco in difesa e collegando la manovra al reparto offensivo.

De Rossi: 10 – Padrone del campo. Fa quello che gli pare e piace, fornendo un assist e segnando il rigore della speranza sotto la sua curva. Astronomico.

Florenzi: 7,5 – Come il compagno di merende sulla fascia opposta, non dà pace agli avversari per tutta la partita, anche se un passaggio da Geppetto non farebbe male…

Nainggolan: 6,5 – Non la migliore prestazione della sua carriera, specialmente in attacco. Compensa il tutto con un commovente spirito di sacrificio.

El Sharaawy: 6,5 – Entrato a 20’ dalla fine, si adatta subito e aiuta molto nella gestione di palloni difficili. Sfiora anche il 3-0 se non fosse per un miracolo di Ter Stegen.

Schick: 6,5 – Ancora niente gol, né assist, né grandi prestazioni sia ben chiaro, però questa sera fa il suo, trovando una buona intesa con Dzeko e collezionando anche qualche ottima occasione.

Under: 6,5 – Pochi minuti per lui, due tiri alti e un assist che vale una semifinale di Champions.

Dzeko: 10 – Non è esagerato. La sua prestazione è indescrivibile, apre le marcature al 6′ e poi si carica la squadra sulle spalle facendo reparto da solo e guadagnandosi il rigore del 2-0. Mostruoso.

Di Francesco: 10 – Solo il fatto di essere riuscito a qualificare la squadra alle semifinali di Champions League dopo 34 anni varrebbe il voto. In più lui può contare su un percorso a dir poco tortuoso che lo ha visto primeggiare su campi sacri come Stamford Bridge e formazioni aliene come il Barca e l’Atletico. Questa sera, poi, buona parte della vittoria dipende dalla sua audacia e visione tattica, con un 3-4-1-2 inedito ed ardito assolutamente efficace. Il suo raggiungimento più grande, tuttavia, è aver istillato una mentalità e un modus operandi nella testa dei suoi ragazzi, che finalmente si può definire “da grande squadra”.

Leggi anche:

Condividi!
  • 14
    Shares

Commenta: