Roma-Atalanta 3-3: partita da pazzi

Andrea Serra

Andrea Serra

Sono un giovane studente romano, appassionato di sport, soprattutto di calcio, innamorato della Roma, che seguo assiduamente dall'infanzia.
Andrea Serra

Dopo la lunga pausa estiva, l’Olimpico è di nuovo pronto ad ospitare i propri beniamini, contrapposti all’Atalanta di Gasperini per la seconda giornata di Serie A. I bergamaschi attraversano già un ottimo stato di forma, grazie ai preliminari di Europa League disputati, mentre i giallorossi devono ritrovare le certezze e i meccanismi sviluppati lo scorso anno. Il primo vero mercato targato Monchi infatti ha cambiato i connotati della squadra, esponendosi a non poche critiche per via delle cessioni eccellenti di Nainggolan, Alisson e da ultimo Strootman, al netto comunque di acquisti per circa 150 milioni di euro, cifra che pone i capitolini ai vertici delle classifiche europee.

In un’atmosfera calda e festosa, la partita non potrebbe iniziare meglio per i padroni di casa, passando in vantaggio al 2’ di gioco con una prodezza del neo arrivato Pastore, che spizza di tacco un suggerimento esterno di Under dalla destra, mandando in visibilio i tifosi. Nonostante i rosei presupposti, i capitolini declinano rapidamente il controllo del gioco in favore degli avversari, che grazie anche ad una tenuta fisica eccellente iniziano a macinare azioni su ambo le fasce. In breve quello della “Dea” diventa un vero e proprio assedio guidato dall’ispirato Zapata, che sforna due assist in pochi minuti. Prima la sua botta sul palo lontano viene ribattuta in rete da Castagne al 19’ per il pareggio, poi offre 22’ a Rigoni un bel filtrante da insaccare a due passi dalla porta. Con i capitolini ormai in confusione, gli uomini di Gasperini continuano a spingere, riuscendo a triplicare il vantaggio al 37’, grazie alla doppietta personale di Rigoni che, dopo aver combinato al limite con Pasalic, fredda il colpevole Olsen sul proprio palo.

I giallorossi rientrano in campo con ampi cambi di formazione, con Di Francesco che ridisegna l’imbarazzante centrocampo della prima frazione inserendo N’Zonzi e Kluivert al posto degli impresentabili Pellegrini e Cristante. Gli aggiustamenti del mister producono subito i loro effetti, lasciando intravedere immediatamente un piglio diverso in campo. Ora sono i padroni di casa a reggere le redini del gioco e a spingere per cercare di accorciare le distanze. Dopo qualche buona combinazione tra Dzeko e Pastore, arriva la massima ricompensa dai piedi di Florenzi al 60’, magistralmente liberato dallo stesso Dzeko, che segna il 2-3 con una percussione centrale. L’entusiasmo torna a popolare anche gli spalti, mentre in campo si intravedono sprazzi di un’ottima Roma, tutta votata all’attacco, ma che concede troppa libertà agli attaccanti avversari.

La rimonta si completa al 82’ con il gol di Manolas sugli sviluppi di una punizione battuta da Pastore. Ambo le squadre ora si giocano il tutto per tutto, cercando il “golden gol” che varrebbe 3 punti. Con le formazioni estremamente lunghe e affaticate le occasioni si sprecano, tuttavia quelli che vanno più vicino al bottino sono i giallorossi, prima bloccati da uno strepitoso Gollini in anticipo su Dzeko e poi traditi dall’inesperienza del giovane Kluivert a tu per tu con il portiere. La partita finisce sul 3-3, probabilmente il risultato più giusto per quello mostrato sul campo.

Roma-Atalanta 3-3 Highlights

Pagelle Romaniste:

  • Olsen: 4,5 – Colpevole su quasi tutti i gol subiti, addirittura imbarazzante per un portiere di Serie A in  occasione dell’1-3. Rimane sempre lontano dalla difesa durante il gioco, non fornendo neanche un decimo della sicurezza che dava Alisson. Finché non si abitua al calcio italiano meglio Mirante.
  • Florenzi: 6 – Gioca due partite diverse: primo tempo completamente in balia del gioco avversario, secondo più centrato e dinamico con tanto di gol.
  • Fazio: 5 – Nella prima frazione è irriconoscibile: lento, spaesato, sembra il vigile in un incrocio più che un ostacolo per gli avversari. Nella ripresa si normalizza.
  • Manolas: 5,5 – Voto dettato per lo più dal gol che vale il pareggio, perché a basarsi solo sulla performance viene da piangere: Zapata nuovo pallone d’oro.
  • Kolarov: 5 – Inutile come i soprammobili impolverati della nonna. Gli arriva palla e la scarica indietro per 90’.
  • De Rossi: 7 – Senza di lui la prima frazione sarebbe finita per ko tecnico, l’unico lucido, deciso e determinante là dietro.
  • Pellegrini: 3 – Un pesce fuor d’acqua.
  • Cristante: 4 – Qualcuno gli spiegasse che ora sta con i rossi, sempre meglio del compagno d’altronde.
  • N’Zonzi: 6,5 – L’esordio del “pulpo” è ottimo, sin dal primo pallone giocato è tornato ordine e relativa calma al centrocampo, ottimo anche l’aiuto al capitano in fase di ripiego.
  • Pastore: 7 – Apre con una prodezza di tacco, poi si perde un po’ e nella seconda frazione scende in regia a vivacizzare un gioco fin lì spento, da menzionare anche un assist per lui.
  • Under: 6 – Quando parte a testa bassa sull’esterno fa sempre male alla retroguardia avversaria, peccato per la discontinuità, anche un assist per lui.
  • Kluivert: 5,5 – Ottimo il suo ingresso in partita, che vivacizza le azioni e le rende imprevedibili, voto inevitabilmente macchiato dalla leggerezza che è costata la vittoria ai suoi.
  • Schick: 6 – Entra nella ripresa e si ambienta bene. Certo ha mostrato le classiche imprecisioni sotto porta, ma per la prima volta lo vediamo usare la testa, offrendo un magnifico filtrante a Kluivert nel finale.
  • Dzeko: 7 – Insieme a De Rossi è l’unico che c’è stato sempre, entrambi i tempi, senza mai risparmiarsi, correndo più di un ventenne e creando occasioni su occasioni, gli manca solo gol al quale va dannatamente vicino nel finale.
  • Di Francesco: 6 – Sbaglia clamorosamente la formazione iniziale (nella quale invece uno Strootman sarebbe stato perfetto…), poi si riprende operando cambi provvidenziali alla pausa. Nonostante ciò la squadra mette in campo un cuore e una grinta da leoni nella ripresa e questo, al di là della tattica, è tutto e solo merito suo e del lavoro iniziato lo scorso anno che dovrà essere portato avanti anche ora. Auguriamo pronta guarigione per la mano rotta ieri sul vetro della panchina, d’altra parte ogni tifoso ieri si è ampiamente rotto qualcosa…

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