Meglio o peggio di prima? Un altro anno zero per la Roma

di: Edoardo Sorani

Sono l'ideatore di Testedicalcio.com, progetto partecipativo nel quale unisco l'amore per il calcio, per la scrittura e per il gioco di squadra.

Sebbene finora il nuovo ds Monchi abbia portato nella capitale giocatori interessanti come Karsdorp, Pellegrini, Gonalons e Moreno, il calciomercato della Roma è stato vissuto soprattutto all’insegna delle cessioni, viste le partenze di uomini chiave della rosa come Salah, Ruediger e anche Paredes.

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Ruediger al Chelsea è l’ultimo tassello (in ordine di tempo) del mercato in uscita della Roma. È vero che adesso i giallorossi hanno a disposizione un tesoretto di circa 100 milioni da investire per rinforzarsi, ma è vero anche che sarà difficile trovare sul mercato dei rimpiazzi all’altezza dei partenti, e sarà quasi impossibile spendere meno di quanto incassato.

Così molti tifosi, messo da parte in un lampo l’entusiasmo per l’arrivo di Monchi, hanno già cominciato a criticarne aspramente l’operato, accusandolo di smantellare una squadra che ha chiuso il campionato al secondo posto a soli 4 punti dalla Juve. A molti sfugge però una situazione che in realtà è chiarissima: la Roma si trova, per la terza volta in 5 anni, a ripartire da zero.

Era il 2013 quando Garcia arrivava per raccogliere i pezzi di una squadra segnata da esoneri e distrutta dalla coppa in faccia alzata dalla Lazio. Due anni dopo toccava a Spalletti, subentrato al francese a inizio anno, tentare di ricostruire un gruppo e indirizzarlo sui binari giusti. Ora è il turno di Di Francesco, con cui la Roma inizia ancora una volta un percorso che, non avendo molte certezze tecniche, punta soprattutto sul trovarle in fretta attraverso nuovi innesti.

Non è il caso di stupirsi, allora, per le cessioni di uomini centrali nel progetto tecnico che è stato. Cessioni necessarie, vista la necessità di costruire da zero, e soprattutto inevitabili, viste le cifre a cui sono stati venduti Ruediger (40 milioni), Salah (40 milioni) e Paredes (25 milioni). Sembra assurdo, ma se vuole provare a rinforzarsi la Roma deve prima “indebolirsi”, sperando che questo calcolo sia vero solo sulla carta.

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