“La prima delle altre dieci”, la partenza sprint del Chievo

di: Edoardo Sorani

Sono l'ideatore di Testedicalcio.com, progetto partecipativo nel quale unisco l'amore per il calcio, per la scrittura e per il gioco di squadra.

Un famoso proverbio recita “Chi ben comincia è a metà dell’opera“. Lo sa bene Maran, che col Chievo ha già raccolto  11 punti dei 40 che di solito si prendono a riferimento per la quota salvezza, perdendo solo 2 partite (contro Lazio e Juventus) delle 7 finora disputate, andando a vincere prima a Udine e poi a Cagliari, limitando i danni contro l’Atalanta e strappando i 3 punti nell’ultima contro la Fiorentina, conquistando l’attuale nono posto in classifica che vale al Chievo persino di più del sogno fissato da Maran a inizio stagione: “Essere i primi delle altre dieci“.

Ma non chiamiamola rivelazione, perché non è la prima stagione in cui vediamo il Chievo partire a razzo ad inizio campionato. Il segreto? Poche chiacchiere, tanto lavoro e competenza. Con una spesa di appena 6,6 milioni di euro (inferiore allo stipendio annuo di Dybala, pari a 7) nell’ultima finestra di calciomercato, il segreto non può essere che questo. Solo un paio di mesi fa, il presidente Campedelli rispondeva con grande serenità a chi chiedeva lumi su un mercato più risicato che mai, con qualche nome troppo attempato in rosa. “Squadra vecchia? Nel calcio ci sono giovani bravi, ma c’è anche qualche giocatore più esperto altrettanto bravo. Sarebbe un peccato perdere queste professionalità e queste capacità che hanno”.

Lo ha confermato anche Maran, al termine del 2-1 casalingo contro la Fiorentina “Il segreto di questo buon inizio di stagione è il lavoro e la voglia di questi ragazzi di dare sempre di più e migliorarsi. Abbiamo fatto un gran lavoro oggi, non era assolutamente semplice“. Se soltanto Allegri siede da più tempo sulla panchina della stessa squadra in Serie A, un motivo evidentemente c’è.

Tanta corsa e tanti cross

lucas castro chievo fiorentina 2 1
Lucas Castro, autore di una doppietta contro la Fiorentina

Con un progetto serio alle spalle, Maran ha costruito una squadra di sostanza, che fa della compattezza difensiva e del contropiede le sue armi migliori. Ma sarebbe sbagliato bollare i suoi successi come conseguenze di un’impeccabile applicazione del catenaccio, perché i numeri raccontano anche che il Chievo è la squadra che in Serie A crossa di più (61) e copre più km di campo (oltre 112mila in totale). Il merito è delle preziose iniziative di Birsa e di Castro sugli esterni, pronti a innescare i generosi movimenti di Inglese nell’aria di rigore avversaria (i clivensi sono secondi assieme all’Atalanta nella classifica dei gol realizzati di testa), e al lavoro instancabile in mezzo al campo di Radovanovic e dello stesso Castro, rispettivamente 1° e 19° nella classifica dei giocatori che hanno recuperato più palloni.

Non una banale squadra da palla lunga e pedalare, quindi, ma una squadra compatta, aggressiva, organizzata e concreta.

Dove può arrivare questo Chievo?

Al rientro dalla sosta, il calendario propone la trasferta a Sassuolo e poi il derby scaligero con l’Hellas, 6 punti che permetterebbero ai ragazzi di Maran di portare addirittura a 17 il bottino racimolato in appena un quarto di stagione. Difficile dire se il tanto lavoro sia sufficiente a colmare i limiti tecnici della squadra e proiettare i clivensi a ridosso della “zona europa”, ma a quanto sembra è più che abbastanza per realizzare il sogno, anch’esso molto concreto, di chi voleva essere primo della parte destra della classifica.

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