Champions League: Real Madrid-Roma 3-0

Andrea Serra

Andrea Serra

Sono un giovane studente romano, appassionato di sport, soprattutto di calcio, innamorato della Roma, che seguo assiduamente dall'infanzia.
Andrea Serra

Con i campionati ormai avviati, tornano a scaldare i cuori dei tifosi le notti di Champions League edizione 2018/2019. Per il gruppo G all’esordio si presenta subito il big match tra Real Madrid e Roma, sfida di indubbio fascino, ma caratterizzata da squadre in momenti di forma diametralmente opposti, coi giallorossi decisamente sfavoriti.

La partita ha inizio con i blancos che prendono immediatamente in mano il pallino del gioco, esprimendo un ottimo fraseggio che in breve conduce i padroni di casa a collezionare una lunga serie di pericolose occasioni. Al 4’ il primo ad affacciarsi dalle parti di Olsen è Bale che, dopo un gran controllo volante, dal limite sfiora il gol del vantaggio. Poi in successione i più ispirati si mostrano Modric, Carvajal e Isco, tutti coinvolti in azioni altrettanto pericolose. Nella parte centrale della prima frazione i giallorossi riorganizzano le proprie fila, recuperando un po’ di campo e convinzione, tuttavia senza mai rendersi veramente pericolosi. In chiusura di primo tempo arriva il vantaggio dei galacticos, con una pennellata magistrale di Isco al 45’ su punizione dal limite, che rende impossibile ogni intervento da parte di Olsen.

I romanisti rientrano in campo apparentemente più convinti e tonici, tanto da rendersi subito pericolosi con un’azione solitaria di Under, sventata da Navas. L’abbrivio capitolino si esaurisce in breve e così riprende il monologo madrileno, che impegnerà costantemente per l’intera frazione Olsen. Dopo le indecisioni in campionato e le tante polemiche, però, stavolta lo svedese tra i pali si dimostra pronto e reattivo, sebbene al 58’ Bale raddoppi il parziale, insaccando con un diagonale dal limite un contropiede perfetto innescato da Modric. I giallorossi sono ormai frastornati e poco ordinati, l’unica opposizione che offrono giunge da qualche occasione fortuita su tiri dalla distanza, mentre i padroni di casa continuano imperterriti a macinare gioco e così al 92’ il neo entrato Mariano conclude un’azione solitaria con un tiro a giro, scoccato dal lato sinistro dell’area, portando sul 3-0 il risultato finale.

Pagelle romaniste

  • Olsen: 7,5 – finalmente il pacco con la chiave d’accensione dalla Svezia è arrivato e finalmente la Roma ha un portiere. Questa sera si esibisce in numerosi miracoli, sventando l’imbarcata per i suoi.
  • Florenzi: 5 – Non sale mai, non scala in difesa mai, si fa passare sempre. Poche idee e molto confuse.
  • Manolas: 5,5 – Bale prima e Mariano poi se lo rigirano a piacimento. Ci mette corsa, probabilmente anche attenzione e dedizione, se solo si fosse notato…
  • Fazio: 4,5 – Bianda già si scalda per il ritorno.
  • Kolarov: 5 – Primo tempo da dimenticare, nella ripresa si affaccia più spesso in avanti, ma è comunque una bruttissima copia del Kuka della passata stagione.
  • De Rossi: 7 – Come sempre non si risparmia e onora la fascia che porta fieramente al braccio. Imprescindibile salva almeno 3 gol.
  • N’Zonzi: 5 – Inconsistente in fase di impostazione e spinta, mediocre in copertura. Rimandato con speranza.
  • Zaniolo: 5,5 – Esordio assoluto in giallorosso e in Champions per lui. La partita ovviamente non è da incorniciare, ma data l’occasione ci si poteva aspettare di peggio. Mostra ottima personalità e buona forza fisica. Ora gambe in spalla e lavorare.
  •  Pellegrini: 5,5 – Niente di che, nella media.
  • Under: 6,5 – L’unico a creare un po’ di apprensione ed imprevedibilità nella retroguardia blanca, peccato per la discontinuità.
  • El Shaarawy: 5,5 – Molto discontinuo, seppur a volte frizzante, ma non basta.
  • Perotti: 6 – Entra e fa il suo offrendo qualche strappo interessante, ma non riesce a cambiare l’inerzia della partita.
  • Dzeko: 5 – È perennemente controllato speciale dai mastini avversari, ma non fa di tutto per rendersi utile. Spesso è spento o fuori dal gioco.
  • Schick: 5 – Diverse occasioni per mettersi in mostra su un palcoscenico importante, tutte buttate al vento in malo modo.
  • Di Francesco: 6 – La squadra non gira e lo sa bene, tanto da aver cambiato in corso diversi moduli alla ricerca del guizzo vincente ed avere, forse incautamente, lanciato all’esordio il giovane Zaniolo dall’inizio. Le idee non bastano più, di spirito e cattiveria ce ne mette tanta, sperando che la squadra torni a seguirlo.

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