Champions League: il Liverpool umilia i giallorossi 5-2, ora bisogna crederci fino in fondo

Andrea Serra

Andrea Serra

Sono un giovane studente romano, appassionato di sport, soprattutto di calcio, innamorato della Roma, che seguo assiduamente dall'infanzia.
Andrea Serra

Per ambo le tifoserie questa partita rappresenta qualcosa di importante, di grande, sia per chi torna ad occupare posizioni di prim’ordine nel calcio europeo, sia per chi ci si affaccia in punta di piedi quasi per la prima volta. La sfida non ha bisogno di presentazioni, si gioca LiverpoolRoma ed è la prima semifinale di Champions League sulla quale tutto il mondo ha gli occhi puntati questa sera. Sfida resa ancora più speciale dai i ricorsi storici che videro trionfare, in un lontano 1984, i Reds proprio sui romanisti, strappandogli all’Olimpico la coppa dalle grandi orecchie solo ai rigori. Comunque vada, lo spettacolo sugli spalti è assicurato: si incontrano due tra le tifoserie più calorose e appassionate di sempre in un vero e proprio tempio del calcio. Anfield si è attrezzato per la grande occasione e solo il colpo d’occhio offerto dal muro rosso della Kop fa venire i brividi.

Inizio equilibrato

Dopo il fischio di inizio le squadre si schierano con atteggiamento prudente in campo, cercando di studiarsi senza esporsi troppo agli avversari. La partita appare bloccata tatticamente, con i Reds imbrigliati dal 3-4-1-2 dei giallorossi, che in avvio trovano progressivamente fiducia, creando buone combinazioni e trovando anche occasioni da rete. La prima veramente pericolosa capita sui piedi di Kolarov, che scarica una staffilata da lunghissima distanza, scheggiando la traversa al 18′. Dopo l’appannamento iniziale, tuttavia, i Reds si svegliano e iniziano a imbastire trame di gioco evidentemente ben congegnate da mister Klopp, deciso a puntare sulla velocità delle sue frecce sempre imbeccate da fulminee verticalizzazioni direttamente dalla difesa. In breve la tattica sortisce i suoi effetti,e in pochissimi minuti i padroni di casa collezionando una sfilata di chiarissime occasioni da gole, incredibilmente sciupate da Manè a tu per tu con Alisson.

I Reds mettono la quinta

I capitolini, spiazzati dalla foga e dall’organizzazione dei Reds, entrano in confusione, esponendo il fianco alle scorribande offensive di Salah e compagni. Proprio l’ex di turno, tanto atteso, infligge la più severa delle punizioni ai giallorossi, trovando l’incrocio dei pali con un sinistro a giro incantato al 36’.

Rotto l’equilibrio, gli inglesi non si fermano, anzi accelerano, mettendo sotto gli avversari coi loro ritmi asfissianti. Così arrivano prima una traversa di Lovren sugli sviluppi di un calcio d’angolo al 38’, poi il raddoppio firmato ancora da Salah, scatenato, che semina il terrore in contropiede prima di superare Alisson con uno scavino di eccezionale fattura al 45’.

La pausa non sposta di una virgola l’inerzia della partita, da subito totalmente in favore dei padroni di casa. I giallorossi sembrano inebetiti e in men che non si dica incassano il 3-0 firmato Manè, lasciato solo in piena area di rigore libero di insaccare l’assist di Salah al 56’. Neanche il tempo di aggiornare le grafiche dell’Anfield che il risultato cambia nuovamente, questa volta grazie a Firmino che al 62’ conclude un’azione fotocopia della precedente, ribadendo in rete il cross che giunge ancora dalla destra e ancora dai piedi Salah.

In campo i giallorossi non si vedono più da tempo e forse sarebbe stato meglio per loro rientrare anticipatamente negli spogliatoi, perché poco dopo arriva anche la manita, con Firmino (marcato da Fazio) che segna di testa al 69’. La situazione è ormai insostenibile e ricorda da vicino le rinomate imbarcate europee marchiate Roma, quando finalmente Di Francesco cambia modulo, passando alla difesa a quattro. Miracolosamente, con la stanchezza di 70’ giocati a ritmi asfissianti, contro una squadra in forma, forte dei cinque gol messi a segno in una serata che si appresta a scrivere la storia, i giallorossi si ricordano di essere una squadra di calcio e di stare giocando una semifinale di Champions League.

Meglio tardi che mai!

klopp arrabbiato
Klopp furioso dopo i 2 gol romanisti

Probabilmente sospinti dalle imprecazioni provenienti da Roma tutta, non solo i capitolini alzano il livello del proprio gioco, facendo sembrare la partita equilibrata, ma segnano anche. Dzeko infatti al 81’, trasforma una bella verticalizzazione in area di Nainggolan, accorciando le distanze ormai abissali. Non contenti di aver già causato numerosi versamenti di bile per la partita buttata al vento nei primi 70’, poi, i giallorossi ritrovano il possesso del campo e la spinta che propizia il rigore, per fallo di mano in area di Milner, che Perotti trasforma magistralmente al 85’.

Così la bile versata si ritira e i 3000 romanisti sugli spalti di Anfield si fanno sentire, sospinti da quel barlume di speranza che ha ricominciato ad ardere nei loro petti. Sul campo, intanto, è arrembaggio totale all’area Reds e dalle parti di Klopp si intravede anche qualche sguardo preoccupato, ma il tempo è scaduto e la sfida si conclude sul 5-2 Liverpool.

Tempo di rimpianti e di…speranza

La parola per descrive questa andata di semifinale può essere solamente una: rimpianto. Una partita attesa, sperata, agguantata all’ultimo col Barcellona e gettata alle ortiche in questa maniera è un qualcosa di davvero indecoroso, pensiero acuito ancor di più dagli ultimi minuti di gioco che hanno dimostrato l’origine esclusivamente mentale del blackout romanista.

Tuttavia, piangersi addosso in questo momento non ha senso. Manca ancora il ritorno da disputare e sebbene il parziale sia proibitivo (servono almeno tre gol di scarto ai capitolini), la squadra ha dimostrato di essere all’altezza di imprese simili. È difficile, probabilmente troppo, ma non impossibile e ora più che mai bisogna crederci, confidando nella grinta della squadra coadiuvata dalla carica che solo l’Olimpico arrembante può dare.
Di Francesco: “Non siamo abituati a certe partite, ma non è finita. Chi non ci crede può restare a casa”.

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