Champions League, giallorossi a Barcellona “tanto pe cantà”… e regalare un 4-1 facile facile

Andrea Serra

Andrea Serra

Sono un giovane studente romano, appassionato di sport, soprattutto di calcio, innamorato della Roma, che seguo assiduamente dall'infanzia.
Andrea Serra

Le notti di Champions sono tornate, è la volta dei quarti di finali. Dopo il deludente risultato della Juventus, uscita sconfitta dalla gara contro i “galacticos” di Ronaldo, è il turno dei giallorossi pronti a sfidare il Barcellona, in quello che a suon di vittorie hanno fatto diventare uno dei templi del calcio moderno, il Camp Nou.

La partita ha inizio e i giallorossi da subito offrono un livello di gioco a dir poco inaspettato. Nonostante i dubbi di formazione e l’assenza di Nainggolan, accomodatosi in tribuna per problemi fisici, i capitolini per i primi 20’ di gioco sono padroni del campo, grazie ad un ottimo ed equilibrato palleggio unito ad un’attentissima manovra difensiva corale in grado anche di disinnescare un goal di Suarez in apertura, facendo scattare la trappola del fuorigioco in maniera magistrale. Col passare dei minuti e la mancata concessione di un evidente rigore su Dzeko, tuttavia, gli spagnoli iniziano a reagire, strappando letteralmente campo agli avversari ed iniziando a tessere fitte e complicate trame di gioco tipiche “blaugrana”, tanto da arrivare a propiziare un autogol di De Rossi dal limite dell’area, che al 38’ manda in vantaggio i padroni di casa. Si va negli spogliatoi sull’1- 0 per il Barca, senza che un altro contatto sospetto, questa volta su Pellegrini proprio sulla linea dell’area spagnola, frutti alla Roma più di una punizione dal limite.

La seconda frazione inizia con i giallorossi propositivi e concentrati del primo tempo, ma basta giusto il tempo di divorarsi il pareggio capitato sulla testa di Perotti, pescato nell’area piccola al 46’, che il piglio positivo  e promettente lascia spazio alla confusione. La miccia che manda in panne i giallorossi arriva con un nuovo autogol,  stavolta messo a segno da Manolas, che prima cerca l’anticipo su Umtiti e poi si vede rimbalzare dal palo la palla addosso e poi in rete al 55’. Gli uomini di Di Francesco accusano il colpo e si disuniscono, lasciando spazio alle scorribande offensive di Messi e compagni, che infatti al 57’ triplicano il vantaggio sfruttando una deviazione di Alisson indirizzata proprio sui piedi di Pique, libero di insaccare. Giunti ormai nell’ultimo quarto d’ora, i capitolini provano il tutto per tutto, schierando un 4-2-4 ultra offensivo e spingendo con tutte le proprie forze. Dopo aver fallito una prima occasione con Defrel fermato da un miracolo di Ter Stegen, arriva il gol della bandiera firmato Dzeko, che all’80’ protegge e insacca la palla dal centro dell’area. Ci sarebbero i margini per accorciare, con un po’ di fortuna, il risultato in vista della gara di ritorno, ma un errore del neo entrato Gonalons chiude definitivamente la partita all’87. Il francese, a conferma di una stagione mediocre, sbaglia uno stop da scuola calcio al centro dell’area e offre a Suarez l’assist perfetto per tornare al gol in Champions dopo 13 mesi, fissando cosi il risultato sul 4-1 Barca.

Pagelle romaniste

  • Alisson: 6,5 – Quel che può lo fa e i miracoli come sempre ci sono, sui gol nulla può.
  • B.Peres: 5,5 – A dir poco paradossale, se la squadra gioca bene e vince è l’unico 4, viceversa se si prende l’imbarcata fa il suo con dignità.
  • Manolas: 6 – Gioca un’ottima partita colma di fisicità e tattica volte a stoppare Messi e Suarez che difatti non pungono particolarmente, peccato per l’autogol.
  • Fazio: 5,5 – Una prima ora più che buona per lui e nessun autogol il che fa già notizia in una tale serata, nella ripresa però la sua lentezza mette spesso in inferiorità la difesa giallorossa.
  • Kolarov: 6 – Non si fa notare per le proprie capacità aerobiche certo, però nella prima parte di gara spinge molto.
  • De Rossi: 6 – Prima parte di gara impressionante. Al netto dell’autogol, è un metronomo in impostazione e una saracinesca pronta a tagliare il passo a chiunque indossi una maglietta a righe rosse e blu. Nella ripresa si perde come tutta la squadra.
  • Strootman: 5,5 – Buona applicazione e gestione della pressione, anche se nella ripresa appare un po’ stanco.
  • Pellegrini: 5 – È sempre presente nelle azioni sia di attacco che in fase di ripiego, tuttavia è incredibilmente disattento e da due sue palle perse arrivano due gol avversari.
  • Gonalons: 2 – Tocca tre palloni e ne perde cinque, regalando anche il gol del 4-1. Impresentabile, nemmeno B.Peres.
  • Florenzi: 5,5 – Nella prima frazione pressa alto e corre tanto. Alla distanza perde smalto e non punge mai.
  • ElShaarawy: SV 
  • Perotti: 5,5 – Dopo un buon primo tempo si divora il pareggio in apertura di secondo tempo, si fa “perdonare” offrendo l’assist a Dzeko per il 3-1.
  • Dzeko: 6,5 – Il gigante c’è sempre, nonostante la partita complicatissima per lui fatta di spallate e sponde per far rifiatare la squadra, in una delle poche azioni realmente sfruttabili si fa trovare pronto e realizza il 3-1.
  • Di Francesco: 6,5 – Il mister ce la mette tutta e dato l’approccio la partita la prepara molto bene, con grinta cattiveria e corsa presenta una squadra aggressiva e cortissima pronta sempre a pressare alto e ripartire. Peccato per gli errori personali e le situazioni sfortunate che hanno condizionato quello che sarebbe potuto essere un bel sogno.

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