Calciomercato 2017/2018 Roma: cessioni “Salahte” ma ben rimpiazzate

Andrea Serra

Andrea Serra

Sono un giovane studente romano, appassionato di sport, soprattutto di calcio, innamorato della Roma, che seguo assiduamente dall'infanzia.
Andrea Serra

La finestra estiva dei trasferimenti è terminata ed è ora di bilanci in casa Roma. Un’estate bollente, quella vissuta a Trigoria. Alla consueta frenesia legata al calciomercato, si è infatti aggiunta una spasmodica aspettativa da parte dei tifosi in attesa di un grande colpo per dimenticare un finale di stagione complicato, animato da continui malumori e contestazioni reciproche tra l’allenatore uscente Spalletti e l’ambiente romanista, amareggiato e stizzito per l’addio del suo simbolo eterno Francesco Totti.

Tra entrate ed uscite, sono state circa 20 le operazioni gestite dal nuovo ds giallorosso Monchi. Se saranno sufficienti ce lo dirà solo il campo, partita dopo partita, ma intanto vediamo cosa è cambiato, settore per settore.

Capitolo portieri

Nonostante l’ottima stagione disputata dall’estremo difensore Szczesny, la società ha deciso di non riscattarlo dall’Arsenal, preferendo risparmiare e affidando la porta giallorossa ad Alisson, già distintosi per una buona stagione come rimpiazzo del portiere polacco l’anno scorso, senza tuttavia aver ancora dimostrato di essere in grado di prenderne il posto. Come secondo, è rientrato dal prestito all’Empoli il giovane Skorupski che, in abbinamento con l’ormai sempiterno Lobont, garantisce sicurezza in caso di necessità.

Capitolo difensori

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Aleksandar Kolarov, arrivato dal Man City, ha un passato tra le fila della Lazio.

Il settore arretrato è quello che, probabilmente, ha subito maggiori cambiamenti. Tra rientri dai prestiti e acquisti veri e propri, quest’anno la difesa romanista è particolarmente folta, composta da ben dieci elementi, tra i quali spiccano i nomi dei nuovi arrivati come Moreno, Kolarov e Karsdorp, oltre al rientrante Castan. Da non sottovalutare sono i ritorni in campo di Palmieri e Florenzi che potrebbero risultare jolly determinanti.

Al netto di tale abbondanza, si sono verificate però anche delle cessioni, alcune rilevanti come quella di Rüdiger al Chelsea, altre meno come nel caso di Mario Rui al Napoli (solo 5 presenze per lui nella passata stagione) e Vermaelen, tornato al Barcellona a fine prestito (principalmente ricordato per l’espulsione nel turno preliminare di Champions League 2016/2017). È vero che la partenza del centrale tedesco non è stata controbilanciata dall’arrivo di un titolare in grado di fare coppia fissa con Manolas, tuttavia ha permesso l’ampliamento e il miglioramento delle seconde linee, elemento di vitale importanza per una squadra come la Roma, che si appresta a giocare tre competizioni.

Capitolo centrocampisti

La mediana è probabilmente il reparto che maggiormente si è rinforzato. A fronte di un cospicuo guadagno, la squadra si è privata di elementi di buona qualità ed ottima prospettiva, sebbene non ancora titolari affermati, quali Grenier e soprattutto Paredes, che sono stati rimpiazzati con dei profili intelligenti, caratterizzati da grande spessore e qualità a costi contenuti. Sotto questo punto di vista, spiccano sicuramente l’acquisto di Gonalons, regista di grande visione che per anni è stato la bandiera del Lione, pronto a fare staffetta con De Rossi, e quello del giovane Pellegrini, punto fisso della nazionale Under 21 di Di Biagio, di ritorno dal Sassuolo.

Capitolo attaccanti

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L’ex doriano Schick, arrivato alla Roma negli ultimi giorni di mercato.

È il caso di dire che è “cambiato proprio Totti”. La formazione titolare è per due terzi immutata rispetto allo scorso anno, con il “Monito” Perotti ed El shaarawy che opereranno alla sinistra di Dzeko. Sulla parte destra dell’attacco romanista, tuttavia, si registra la partenza di Salah, uno dei titolatissimi di Mister Spalletti, che ha garantito alla squadra ben 15 gol in 31 presenze nella passata stagione.

Il grande sostituto, a lungo cercato e invocato dalla piazza, alla fine è stato identificato in Schick, che ha incantato l’intera Serie A nella passata edizione. La scelta del giovane e promettentissimo talento ceco classe ’96 ha destato non poche polemiche tra quelli che non lo considerano all’altezza del suo predecessore, soprattutto perché ricoprirà il ruolo di esterno di attacco e non di punta centrale, che invece sembra quello più indicato per le sue caratteristiche. Da questo punto di vista, ripercorrendo anni di formazioni romaniste, torna alla mente il ruolo che nella stagione 1997/1998 Zeman aveva affidato ad un giovanissimo ragazzo di nome Francesco Totti, del quale tutti conosciamo le innate doti offensive e la carriera da centravanti che lo hanno reso celebre. Che questo, senza risultare calcisticamente blasfemi, possa essere un ottimo auspicio per il futuro del calciatore ceco e del club giallorosso?

Conclusione

In definitiva la prima sessione di mercato del neo Ds Monchi è stata caratterizzata da cessioni eccellenti e ha destato non pochi malumori per il mancato arrivo, secondo alcuni, di ottimi sostituti. Certamente non sono sbarcati a Roma nomi altisonanti, in grado di quietare gli ardori anche dei tifosi più indisposti e superficiali, tuttavia il Ds è riuscito, per la prima volta da molto tempo, a costruire una Roma con abbondanti e interessanti alternative ai titolari, che in ogni caso sono stati sostituiti con buoni innesti, alcuni con esperienza e affidabilità (Kolarov), altri di grande prospettiva e sicuro avvenire (Schick). Va inoltre evidenziato l’aspetto economico della sessione, con Monchi che alla fine della finestra estiva di mercato 2017/2018 ha portato un bilancio in attivo di circa 20 milioni di euro per le casse giallorosse.

Nell’intento di valutare il mercato della Roma si potrebbe operare una distinzione prospettica: in un’ottica di breve periodo, guardando alla stagione appena iniziata, la votazione potrebbe essere di 6,5, derivante dalla riuscita sostituzione di tutti i titolari partenti con la consapevolezza, tuttavia, di non aver migliorato la rosa in più di qualche settore (difesa e attacco?).

Guardando anche ai prossimi anni, invece, la valutazione potrebbe salire sino a 8, grazie agli innesti di numerosi giovani dalla prospettiva di crescita più che interessante (Karsdorp 22 anni, Pellegrini 21 anni, Under 20 anni, Schick 21 anni) e ambìti da diversi top club mondiali.

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