Come ogni anno c’è sempre il regalo Di Natale

MA QUALE SORPRESA? – L’Udinese continua a sorprendere, anche se ormai lo stupore di fronte ai risultati della squadra friulana è quasi immotivato. Non dovrebbe più far scalpore, infatti, una squadra che da anni mantiene posizioni di vertice, incanta con il bel gioco, è fra le più allineate al fair play finanziario e scopre talenti sempre nuovi. Quindi stupirsi dell’orchestra di Guidolin è fuori luogo, quasi un’offesa. Anche quando cambiano alcuni interpreti, la sostanza resta uguale sui campi e sui tabellini. L’Udinese è in A ininterrottamente dal 1994, e negli ultimi anni ad Udine si è spesso respirata aria di Europa League se non addirittura di Champions. A Udine non si lotta certo per salvarsi, insomma.

DOV’È LA MAGIA? – In molti se lo chiedono. Il calcio dei bianconeri propone freschezza, dinamicità ed equilibrio. Grazie alla sapiente gestione dello staff del presidente Pozzo, poi, l’Udinese rappresenta uno dei modelli societari più riusciti d’Europa. A Udine non si perde mai il senso dello sport, del divertimento, e quel furore che in altre piazze più ambiziose rischia di affogare le squadre. Una piazza come Udine trasmette soprattutto serenità. Inoltre c’è la gestione lungimirante della società, l’organizzazione del lavoro basata su progetti portati avanti con pazienza di anno in anno. L’attenzione al settore giovanile e le politiche di valorizzazione dei giocatori, che hanno fruttato molti talenti e significative plusvalenze economiche. Negli ultimi anni i Pozzo hanno venduto in mezza Europa a suon di milioni, comprando a pochi euro, ottimi giocatori (Sanchez, Inler, Pepe, Zapata ma potremmo andare indietro per molto ancora). E poi il lavoro degli allenatori, con Spalletti dal 2002 al 2005, poi Marino e oggi la gestione di Guidolin, che l’anno scorso ha centrato meritatamente il posto Champions. 

E OGGI? – Questo campionato non sembra essere meno soddisfacente per i ragazzi di Guidolin, che ha giurato di voler chiudere in Friuli la carriera. Secondo posto in classifica, a solo un punto dalla Juve capolista, l’Udinese ha subito finora con una sola sconfitta (al San Paolo contro il Napoli) ed è imbattuta in casa, per di più con la porta ancora inviolata. Senza contare l’ennesimo anno di Antonio Di Natale ai vertici della classifica marcatori. Nell’ultima di campionato l’ennesima prova brillante in casa contro il Palermo, una vittoria maturata grazie a disciplina tattica e bel gioco. Asamoah a centrocampo è una certezza, così come Handanovic in porta, mentre gli ultimi arrivati, da Benatia ad Armero, appaiono tutti perfettamente integrati negli schemi. 
LA STELLA – La vera arma in più è però il furetto-capitano dell’Udinese, quel Totò Di Natale capocannoniere negli ultimi due campionati di Serie A, rispettivamente con 29 e 28 centri. E quest’anno è ancora primo, con 7 reti. Senza contare le giocate mai inutili, i passaggi smarcanti, gli assist per i compagni e la sua saggezza tattica. Di Natale si sta consacrando come attaccante completo a 33 anni, dopo anni comunque di buone prestazioni. Forse per la Nazionale è tardi, con i progetti giovani di Prandelli, ma per il bel gioco il tempo non finisce mai. Sarà un caso che, nell’unica partita persa dall’Udinese in campionato, il suo capitano non fosse in campo?
Daniele Lombardi
Davide Canino, nel team di Testedicalcio.com fin dai primi tempi, è laureato in Scienze Statistiche, è appassionato di calcio e grande tifoso della "magggggica" Roma.

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