La Roma di Zeman: altri 5 anni?
Si è conclusa con la conferma e un bel respiro di sollievo la parentesi settimanale sul possibile esonero di Zdenek Zeman dalla guida della Roma. Intervistato sul futuro, il tecnico ha detto di voler restare a Roma altri 5 anni.
Innanzitutto Zeman non è un vincente. Semplicemente non lo è mai stato. Nella sua carriera ha vinto un campionato di Serie C e due campionati di Serie B, l'ultimo con il Pescara l'anno scorso: decisamente poco, per vincere anche il campionato di Serie A! L'unica cosa che ci si può legittimamente aspettare da Zeman è che una delle punte vinca la classifica marcatori.
Anche qui a dire la verità siamo piuttosto lontani (11 gol di Osvaldo contro i 18 di Cavani), ma dobbiamo pur considerare che con le reti di Lamela (10) e di Totti (7), il bottino giallorosso è di 28! L'attacco della Roma, con 44 reti realizzate, è il secondo più prolifico del campionato, subito dopo quello della Juventus. Tutto secondo le previsioni. La difesa colabrodo, la seconda peggiore dopo quella del Pescara, è anch'esso un dato abbastanza in linea con il metodo di gioco delle squadre di Zeman.
Nell'analisi, inolttre, bisognerebbe anche considerare l'importante lavoro svolto coi giovani. Perché se è vero da un lato che le scelte tattiche del boemo hanno penalizzato le prestazioni, l'umore e quindi anche la valutazione del cartellino dei vari Stekelenburg e De Rossi, dall'altra parte il suo gioco veloce ed offensivo ha fatto sbocciare il talento e lievitare il prezzo sul mercato di Marquinhos, Florenzi, Lamela.
Insomma, perché lamentarsi di Zeman se tutto sommato la Roma è quella che si poteva aspettare? Sì, è vero, ci sono ampi margini di miglioramento: in fondo in fondo, con un po' più di concentrazione in difesa e freddezza in zona gol, la stessa squadra potrebbe trovarsi più in alto in classifica. Comunque è difficile immaginarla lottare per il primo posto, specie visto che il progetto è al suo primo anno di corso.
I tifosi l'hanno già capito. Nonostante siano i primi a soffrire per i risultati della squadra, in questi giorni hanno voluto mostrare all'allenatore tutto il loro appoggio. D'altronde, dopo il campionato dello scorso anno, molti di loro sono tornati allo stadio solo per tornare a vedere la "Roma di Zeman".
Edoardo Sorani
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In seguito ai risultati per niente brillanti dell'ultimo mese (la Roma ha portato a casa solo 2 punti in 4 partite), ad inizio settimana la dirigenza ha messo seriamente in discussione l'allenatore. La situazione di classifica dopo 22 giornate di campionato, d'altronde, vede la squadra giallorossa in 8a posizione, dietro il Catania, lontanissima dalla Juventus ma anche lontana dalla zona Champions, che rappresenta l'obiettivo che il nuovo progetto Roma, dopo il fallimento del "projecto" dell'anno scorso, si è prefissato.
Ma è davvero colpa di Zeman? Forse sì, ma probabilmente no. Basta guardare alle reali premesse di inizio stagione, premesse che vengono presto dimenticate quando si fanno 4 gol al Milan.
Innanzitutto Zeman non è un vincente. Semplicemente non lo è mai stato. Nella sua carriera ha vinto un campionato di Serie C e due campionati di Serie B, l'ultimo con il Pescara l'anno scorso: decisamente poco, per vincere anche il campionato di Serie A! L'unica cosa che ci si può legittimamente aspettare da Zeman è che una delle punte vinca la classifica marcatori.
Anche qui a dire la verità siamo piuttosto lontani (11 gol di Osvaldo contro i 18 di Cavani), ma dobbiamo pur considerare che con le reti di Lamela (10) e di Totti (7), il bottino giallorosso è di 28! L'attacco della Roma, con 44 reti realizzate, è il secondo più prolifico del campionato, subito dopo quello della Juventus. Tutto secondo le previsioni. La difesa colabrodo, la seconda peggiore dopo quella del Pescara, è anch'esso un dato abbastanza in linea con il metodo di gioco delle squadre di Zeman.
Nell'analisi, inolttre, bisognerebbe anche considerare l'importante lavoro svolto coi giovani. Perché se è vero da un lato che le scelte tattiche del boemo hanno penalizzato le prestazioni, l'umore e quindi anche la valutazione del cartellino dei vari Stekelenburg e De Rossi, dall'altra parte il suo gioco veloce ed offensivo ha fatto sbocciare il talento e lievitare il prezzo sul mercato di Marquinhos, Florenzi, Lamela.
Insomma, perché lamentarsi di Zeman se tutto sommato la Roma è quella che si poteva aspettare? Sì, è vero, ci sono ampi margini di miglioramento: in fondo in fondo, con un po' più di concentrazione in difesa e freddezza in zona gol, la stessa squadra potrebbe trovarsi più in alto in classifica. Comunque è difficile immaginarla lottare per il primo posto, specie visto che il progetto è al suo primo anno di corso.
I tifosi l'hanno già capito. Nonostante siano i primi a soffrire per i risultati della squadra, in questi giorni hanno voluto mostrare all'allenatore tutto il loro appoggio. D'altronde, dopo il campionato dello scorso anno, molti di loro sono tornati allo stadio solo per tornare a vedere la "Roma di Zeman".
Edoardo Sorani























