La lettera di Baggio ai giovani a Sanremo

Siamo al 14 febbraio 2013, e durante la serata del Festival di Sanremo il conduttore Fabio Fazio introduce l'ospite della serata, Roberto Baggio, indiscusso campione di calcio, vincitore di coppe, scudetti e del Pallone d'oro nel 1993.

Dopo una breve intervista per raccontare il suo presente, dando largo spazio alle iniziative di beneficienza e alle sue esperienze nel mondo in qualità di ambasciatore della FAO,  il "Divin codino" guadagna il centro del palco dell'Ariston per leggere una lettera ai giovani. Una lettera di coraggio e di speranza, di valori giusti e di ostacoli da superare per inseguire e realizzare i propri sogni.

 

 

Guarda il video della lettera di Baggio a Sanremo




Leggi la lettera di Roberto Baggio ai giovani

A tutti i giovani e tra questi ci sono anche i miei tre figli.
Per vent’anni ho fatto il calciatore. Questo certamente non mi rende un maestro di vita ma ora mi piacerebbe occuparmi dei giovani, così preziosi e insostituibili. So che i giovani non amano i consigli, anch’io ero così. Io però, senza arroganza, stasera qualche consiglio lo vorrei dare. Vorrei invitare i giovani a riflettere su queste parole.

La prima è passione.
Non c’è vita senza passione e questa la potete cercare solo dentro di voi. Non date retta a chi vi vuole influenzare. La passione si può anche trasmettere. Guardatevi dentro e lì la troverete.

La seconda è gioia.
Quello che rende una vita riuscita è gioire di quello che si fa. Ricordo la gioia nel volto stanco di mio padre e nel sorriso di mia madre nel metterci tutti e dieci, la sera, intorno ad una tavola apparecchiata. È proprio dalla gioia che nasce quella sensazione di completezza di chi sta vivendo pienamente la propria vita.

La terza è coraggio.
E’ fondamentale essere coraggiosi e imparare a vivere credendo in voi stessi. Avere problemi o sbagliare è semplicemente una cosa naturale, è necessario non farsi sconfiggere. La cosa più importante è sentirsi soddisfatti sapendo di aver dato tutto, di aver fatto del proprio meglio, a modo vostro e secondo le vostre capacità. Guardate al futuro e avanzate.

La quarta è successo.
Se seguite gioia e passione, allora si può parlare anche del successo, di questa parola che sembra essere rimasta l’unico valore nella nostra società. Ma cosa vuol dire avere successo? Per me vuol dire realizzare nella vita ciò che si è, nel modo migliore. E questo vale sia per il calciatore, il falegname, l’agricoltore o il fornaio.

La quinta è sacrificio.
Ho subito da giovane incidenti alle ginocchia che mi hanno creato problemi e dolori per tutta la carriera. Sono riuscito a convivere e convivo con quei dolori grazie al sacrificio che, vi assicuro, non è una brutta parola. Il sacrificio è l’essenza della vita, la porta per capirne il significato. La giovinezza è il tempo della costruzione, per questo dovete allenarvi bene adesso. Da ciò dipenderà il vostro futuro. Per questo gli anni che state vivendo sono così importanti. Non credete a ciò che arriva senza sacrificio. Non fidatevi, è un’illusione. Lo sforzo e il duro lavoro costruiscono un ponte tra i sogni la realtà.

Per tutta la vita ho fatto in modo di rimanere il ragazzo che ero, che amava il calcio e andava a letto stringendo al petto un pallone. Oggi ho solo qualche capello bianco in più e tante vecchie cicatrici. Ma i miei sogni sono sempre gli stessi. Coloro che fanno sforzi continui sono sempre pieni di speranza. Abbracciate i vostri sogni e inseguiteli. Gli eroi quotidiani sono quelli che danno sempre il massimo nella vita.
Ed è proprio questo che auguro a Voi ed anche ai miei figli”.

articolo di:
Diletta Mariani
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La Roma di Zeman: altri 5 anni?

Si è conclusa con la conferma e un bel respiro di sollievo la parentesi settimanale sul possibile esonero di Zdenek Zeman dalla guida della Roma. Intervistato sul futuro, il tecnico ha detto di voler restare a Roma altri 5 anni.

In seguito ai risultati per niente brillanti dell'ultimo mese (la Roma ha portato a casa solo 2 punti in 4 partite), ad inizio settimana la dirigenza ha messo seriamente in discussione l'allenatore. La situazione di classifica dopo 22 giornate di campionato, d'altronde, vede la squadra giallorossa in 8a posizione, dietro il Catania, lontanissima dalla Juventus ma anche lontana dalla zona Champions, che rappresenta l'obiettivo che il nuovo progetto Roma, dopo il fallimento del "projecto" dell'anno scorso, si è prefissato.


Ma è davvero colpa di Zeman? Forse sì, ma probabilmente no. Basta guardare alle reali premesse di inizio stagione, premesse che vengono presto dimenticate quando si fanno 4 gol al Milan. 

Innanzitutto Zeman non è un vincente. Semplicemente non lo è mai stato. Nella sua carriera ha vinto un campionato di Serie C e due campionati di Serie B, l'ultimo con il Pescara l'anno scorso: decisamente poco, per vincere anche il campionato di Serie A! L'unica cosa che ci si può legittimamente aspettare da Zeman è che una delle punte vinca la classifica marcatori.
Anche qui a dire la verità siamo piuttosto lontani (11 gol di Osvaldo contro i 18 di Cavani), ma dobbiamo pur considerare che con le reti di Lamela (10) e di Totti (7), il bottino giallorosso è di 28! L'attacco della Roma, con 44 reti realizzate, è il secondo più prolifico del campionato, subito dopo quello della Juventus. Tutto secondo le previsioni. La difesa colabrodo, la seconda peggiore dopo quella del Pescara, è anch'esso un dato abbastanza in linea con il metodo di gioco delle squadre di Zeman.

Nell'analisi, inolttre, bisognerebbe anche considerare l'importante lavoro svolto coi giovani. Perché se è vero da un lato che le scelte tattiche del boemo hanno penalizzato le prestazioni, l'umore e quindi anche la valutazione del cartellino dei vari Stekelenburg e De Rossi, dall'altra parte il suo gioco veloce ed offensivo ha fatto sbocciare il talento e lievitare il prezzo sul mercato di Marquinhos, Florenzi, Lamela.

Insomma, perché lamentarsi di Zeman se tutto sommato la Roma è quella che si poteva aspettare? Sì, è vero, ci sono ampi margini di miglioramento: in fondo in fondo, con un po' più di concentrazione in difesa e freddezza in zona gol, la stessa squadra potrebbe trovarsi più in alto in classifica. Comunque è difficile immaginarla lottare per il primo posto, specie visto che il progetto è al suo primo anno di corso.

I tifosi l'hanno già capito. Nonostante siano i primi a soffrire per i risultati della squadra, in questi giorni hanno voluto mostrare all'allenatore tutto il loro appoggio. D'altronde, dopo il campionato dello scorso anno, molti di loro sono tornati allo stadio solo per tornare a vedere la "Roma di Zeman".


Edoardo Sorani
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Mino Raiola: Balotelli come la Gioconda, il Milan non può permetterselo

Forse erano solo sparate da campagna elettorale, ma quando martedì scorso Berlusoni aveva fatto il nome di Mario Balotelli come possibile futuro acquisto del Milan, qualche tifoso del "Diavolo" aveva incrociato le dita.

E invece no. Mino Raiola, procuratore di tantissimi top player tra cui, appunto, SuperMario, ha negato ogni possibilità di trasferimento in rossonero per il suo assistito. Ai microfoni di Sky Sport ha infatti dichiarato che Balotelli "Costa come la Gioconda, nessuna squadra di Serie A può permetterselo. La proprietà del Manchester City è stata molto chiara: non voglio venderlo"

Insomma il vero uomo mercato degli ultimi anni, Mino Raiola, ha sbarrato le porte per l'attaccante del Manchester City, il cui oneroso cartellino sarebbe inaccessibile per tutte le squadre del campionato italiano, Big incluse.
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Filippo "Pippo" Maniero

Filippo Maniero
Nato il giorno 11 settembre 1972 nel piccolo comune di Legnaro, in provincia di Padova, Filippo Maniero è stato calciatore di molte squadre italiane, dal Padova al Palermo, prima di ritirarsi nel 2008 dal calcio professionistico, diventando allenatore dell'Abano.

Chiamato da tutti Pippo Maniero, sui campi di calcio italiani l'attaccante si fece apprezzare per una certa quantità di gol, distinguendosi soprattutto grazie al pezzo forte del colpo di testa, senza tuttavia disdegnare il destro preciso e qualche gesto acrobatico di insospettata pregevolezza tecnica (vedi gol di tacco nella partita Venezia-Empoli della stagione 1998-1999).

Proprio nel Venezia la carriera della prima punta conobbe il periodo di maggiore costanza (1998-2002), in cui Pippo segnò la bellezza di 54 reti in 116 partite, trascinando la squadra per tre anni alla salvezza, e diventando di fatto, tra serie A e B, uno dei bomber italiani più conosciuti ed apprezzati di quegli anni. L'apice della sua carriera è tuttavia rappresentato dal periodo immediatamente precedente all'esperienza veneziana, ossia la seconda metà della stagione 1998, in cui Maniero venne ingaggiato dal Milan, nella speranza poi delusa di risollevare un campionato incerto.

Filippo "Pippo" Maniero: bomber di razza delle provinciali


Nel complesso, tra serie A e serie B, ha realizzato 112 reti tra A e B, segnati giocando con oltre 10 squadre.
Ecco il bellissimo e fatidico gol di tacco segnato contro l'Empoli ai tempi del Venezia.


mentre di seguito alcuni dei tantissimi gol realizzati in carriera da Filippo Maniero:




Ritiratosi dal calcio professionistico nel 2008, Pippo Maniero ha giocato nell’Italia Beach Soccer, la rappresentativa nazionale del calcio su spiaggia, ed è diventato allenatore.


Edoardo Sorani
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Look e tagli di capelli dei calciatori

I calciatori, da sempre idoli di tantissimi ragazzi, sono diventati sempre di più delle vere e proprie icone di immagine e di stile. Oggi sono uomini di successo, invitati ai programmi televisi e quindi personaggi di grande tendenza, legati sempre di più a doppio filo al mondo dello spettacolo.

Oggi più che mai, i calciatori dettano legge in fatto di look, soprattutto per quanto riguarda il taglio dei capelli. Le acconciature dei calciatori sono spesso curiose, e molte volte quelle più "audaci" vanno di pari passo con la personalità di chi le porta. Sculture di gel, tagli di capelli stravaganti e inquietanti, capelli lunghi, capelli corti...insomma, ce n'è per tutti i gusti.

Ecco alcune immagini relative sui tagli di capelli dei calciatori più assurdi e famosi:


Abel Xavier


Arturo Vidal

Alexi Lalas

Kevin Prince Boateng

Djibril Cissé

Marek Hamsik

Ronaldo

Claudio Paul Caniggia

Zlatan Ibrahimovic

Taribo West

Carlos Valderrama

Neymar



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Il Chievo esonera Mimmo Di Carlo, al suo posto l'ex Corini

domenico di carlo
In un comunicato stampa comparso sul sito ufficiale, il Chievo Verona ha reso noto di aver esonerato l'allenatore Domenico Di Carlo.

Nel comunicato si legge "La società formula al mister ed al suo staff i più sentiti ringraziamenti, non soltanto per gli ottimi risultati ottenuti nelle tre stagioni di permanenza al Chievo, ma soprattutto per l’impegno, la professionalità e la dedizione sempre profusi." Quest'annno il Chievo è fermo a quota 3 punti in 6 giornate, e l'ultima pesante sconfitta esterna (4-1) rimediata contro il Palermo è stata decisiva.

Dopo l'esonero di Di Carlo, si legge sempre sul sito del Chievo Verona, la guida tecnica della squadra verrà affidata ad Eugenio Corini, ex giocatore di spicco della squadra scaligera.

L'esonero di Domenico Di Carlo è il secondo in questa stagione di Serie A, dopo quello di Sannino del Palermo, sostituito da Gasperini.



Edoardo Sorani
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Il Milan c'è: Pazzini batte Bologna 3-1

Dopo il passo falso alla prima in casa con la Sampdoria, i rossoneri vincono 3-1 al Dall'Ara grazie a una straordinaria tripletta del neo-acquisto Pazzini

È un Milan tutto nuovo, con ben 10 italiani in campo, quello che si vede al Dall'Ara al momento del fischio di Tagliavento. Allegri schiera in difesa De Sciglio, Bonera, Acerbi e Antonini: un quartetto di giovani che sembra un bell'azzardo, visto l'ostico avversario. Eppure, nonostante alcune sbavature, la difesa regge e alla fine Abbiati incassa un solo gol, segnato da Diamanti su rigore. Il Bologna del resto è targato "lavori in corso" almeno quanto il Milan, visto che Pazienza, in campo dal primo minuto, ha svolto un solo allenamento con la squadra e che Gilardino, arrivato all'ultimo dal Genoa, siede in panchina senza aver svolto nemmeno quello.

bologna milan 1-3 diamanti
PRIMO TEMPO - Il Milan comincia con tutt'altro spirito rispetto a sette giorni fa, con più determinazione e intraprendenza. Il Bologna però tiene bene, e Pioli si affida alle accelerazioni di Diamanti per spaccare in due il centrocampo rossonero. Continui errori in fase di impostazione e conclusioni velleitarie da entrambi i lati non regalano chiare azioni da gol, così la prima rete arriva su rigore. Pazzini trasforma dal dischetto il penalty concesso per una trattenuta (piuttosto dubbia) di Cherubin. Milan in vantaggio. Il Bologna ci prova, soprattutto con Diamanti (su calcio piazzato e con tiri dalla lunga distanza), ma anche in questo caso è solo grazie a un rigore, realizzato da Diamanti, se trova la via della rete. Diamanti 1 - Milan 1, verrebbe da dire.

bologna milan 1-3 pazzini
SECONDO TEMPO - Nella ripresa il copione non cambia, il Milan prova a fare la partita e il Bologna tenta di colpire in contropiede. Boateng tira dalla distanza, Guarente manda a lato da dentro l'area su un calcio piazzato di Diamanti. La partita resta povera di occasioni da entrambi i lati. 
Il pareggio sarebbe il risultato più giusto, ma sugli sviluppi di un cross Agliardi commette una papera decisiva e regala il vantaggio al Milan. È Pazzini, ben appostato, a mettere in rete il pallone sfuggito dalla presa alta del portiere rossoblu. Il Bologna si rimette sotto, Pioli inserisce Gilardino per lo stanco Acquafresca, Allegri fa esordire Bojan e toglie El Shaarawy. Il Milan tiene, e anzi sono proprio i rossoneri, in contropiede, a trovare a cinque minuti dal termine il 3-1 che chiude definitivamente la partita. Segna ancora Pazzini, correggendo di tacco in area una conclusione dal limite di Nocerino. Fantastica tripletta per il centravanti ex Inter arrivato ad agosto nello scambio con Cassano. In attesa di vedere la prestazione del barese domani contro la Roma, Pazzini batte Bologna 3-1. Il Milan ottiene 3 punti d'oro per poter continuare a lavorare con più serenità. Per Pioli, invece, si tratta già della seconda sconfitta consecutiva. C'è da rimboccarsi le maniche e in fretta.

Bologna - Milan 3 - 1





Edoardo Sorani
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Il Torino di Ventura tritura il Pescara di Stroppa 3 a 0

Torino-Pescara finisce 3-0. Sblocca la partita Sgrigna, nel primo tempo, dopo il rigore conquistato e fallito da Bianchi. Nella ripresa raddoppia Brighi, poi Bianchi arrotonda il risultato.
La rivalità delle due squadre è eredità della scorsa stagione. Nel 2011/2012, infatti, in Serie B il Pescara di Zeman, grande sorpresa della competizione, vinse il campionato piazzandosi a pari merito con il Torino di Ventura, favorito per la promozione in A fin dall'inizio dell'anno.
Oggi a Torino, però, la squadra di Ventura ha dimostrato nei confronti degli abruzzesi una superiorità tecnica ed atletica, sebbene favorita dall'espulsione di Terlizzi già nel primo tempo, per un fallo in area su Bianchi.

torino pescara 1-0 Sgrigna
PRIMO TEMPO - L'inizio è confuso, le squadre sentono la pressione e nessuna delle due riesce a proporre gioco in modo convinto e costante. A provarci è però soprattutto il Toro, che dopo il pareggio esterno col Siena della settimana scorsa non vuole steccare l'esordio in casa. In luce soprattutto Stefanovic e Santana per i granata, mentre gli abruzzesi si affidano a Caprari. Non ci sono grandi occasioni, finché al 28' Terlizzi disturba in area la conclusione di Bianchi. L'arbitro Russo espelle il difensore ed accorda il rigore, ma a sorpresa Perin neutralizza la conclusione dello stesso Bianchi. Stroppa corre ai ripari e si copre: toglie Caprari per Romagnoli. Ma la superiorità numerica dà coraggio al Toro, che aumenta la pressione e 5 minuti dopo trova il vantaggio, grazie a Sgrigna, che insacca a botta sicura dopo la torre in area di Bianchi. Sbloccata la partita, gli uomini di Ventura spingono in cerca del raddoppio, ma il primo tempo finisce con un vantaggio di misura.

torino pescara 3-0 Bianchi
SECONDO TEMPO - Nel secondo tempo gli uomini di Stroppa accusano il colpo, il 4-2-4 di Ventura si distende in avanti con stabilità, e impone il suo gioco. Crescono Stefanovic e soprattutto Santana, ma il pericolo principale per il Pescara restano le verticalizzazioni del Toro, soprattutto per Sgrigna, che dopo pochi minuti dalla ripresa si fa negare il gol a tu per tu con Perin. 10 minuti più tardi, però, l'attaccante si libera in profondità sulla destra (posizione irregolare non ravvisata) e serve al centro l'accorrente Brighi, che di prima sigla il raddoppio. A questo punto il Pescara molla del tutto e il Torino dilaga con Bianchi, che in area devia nell'angolino un cross dalla sinistra di Masiello. 3 a 0 e partita chiusa. Per il Toro un inizio convincente, al di là della superiorità numerica che è stata comunque determinante. Per Stroppa invece è già tempo di rimboccarsi le maniche, visto il secondo 3 a 0 subito in due partite.

Highlights: Torino - Pescara 3 - 0




Edoardo Sorani
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Le magliette delle nazionali agli Europei 2012

Ogni estate di anno pari, in parallelo alla competizione sportiva (Mondiale e Europeo), si sfidano anche i colossi dello sportswear che sponsorizzano le nazionali.
Per questo europeo 2012, che si disputerà in Polonia e Ucraina, le maglie di calcio delle 16 nazionali qualificate alla fase finale sono divise tra soli 4 marchi: Adidas, Nike, Puma e Umbro.
Adidas parte sempre con un grande vantaggio essendo partner ufficiale della UEFA (anche FIFA) e fornisce per esempio i palloni e le divise degli arbitri ufficiali. Se tutto ciò non bastasse la multinazionale tedesca si prende anche la leadership delle nazionali sponsorizzate, annoverando squadre del calibro di Germania, Spagna e le meno quotate Russia, Grecia, Ucraina e Danimarca. Sempre dalla Germania si presenta Puma, fondata da Rudolf Dassler, fratello di Adolf "Adi" Dassler (Adidas), con sole due squadre Repubblica Ceca e la nostra Italia. L'altra big del lotto è l'americana Nike che si trascina dietro anche la britannica Umbro, dal 2007 entrata a far parte del gruppo della compagnia di Beaverton. Nike cala il pokerissimo con Olanda, Portogallo, Polonia, Croazia e Francia (scippata all'Adidas) mentre Umbro presenta un buon tris con Svezia, Irlanda e impreziosito dall'Inghilterra.
Alla resa dei conti, però, noi siamo convinti che conti più la qualità che la quantità, quindi vi presentiamo tutte le magliette delle nazionali (Casa e Trasferta) che vedrete a Euro 2012: sta a voi decidere quale è la più bella!

Le magliette delle squadre nazionali agli europei 2012:


  • Gruppo A - Polonia, Grecia, Russia, Repubblica Ceca



  • Gruppo B - Olanda, Danimarca, Germania, Portogallo


  • Gruppo C - Spagna, Italia, Irlanda, Croazia


  • Gruppo D - Ucraina, Svezia, Francia, Inghilterra

Articolo e foto by Vito Castellano
Editing e Slideshow by Edoardo Sorani
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Bentornato Zdenek

Zdenek Zeman è il nuovo allenatore della Roma. O meglio, di nuovo. Dopo giorni di attesa ricchi di colpi di scena, finalmente il toto-allenatore per i tifosi giallorossi è giunto al termine.

Nelle scorse settimane il nome più gettonato era stato quello di Vincenzo Montella, molto vicino a rientrare nella capitale, ma il trasferimento dal Catania alla fine non si è concretizzato. Quindi sono stati i nomi di Bielsa e Villas Boas a tenere banco (il secondo dei quali era stato avvistato proprio a Roma lunedì presso l’Hotel Shangri La in zona Eur), ma non se ne è fatto nulla. E naturalmente era già spuntato il nome del boemo, l’allenatore che ha risvegliato l’entusiasmo e la fantasia dei tifosi romanisti.
Adesso è ufficiale, e la nuova stagione giallorossa può ripartire da una certezza: il metodo Zeman. Nella precedente esperienza sulla panchina della Roma, durante le stagioni ’97-’98 e ’98-’99, il tecnico di Praga ha ottenuto un quarto e un quinto posto offrendo un gioco spumeggiante: niente male se si considera che la squadra che aveva preso per mano all’inizio della sua avventura aveva concluso la stagione precedente salvandosi a fatica contro l’Atalanta alla quart'ultima giornata.

Quest’anno a Pescara Zeman ha realizzato il sogno di una città di tornare a respirare aria di serie A: dopo ben 19 anni di assenza dal massimo campionato, il biancoazzurri sono risaliti con una trionfale quanto spettacolare cavalcata terminata a Marassi annientando la Sampdoria (ottenendo quindi la promozione con un turno di anticipo) e guadagnando il primo posto all’ultima giornata in casa contro la Nocerina. Il Delfino si è rivelato un’autentica macchina da gol, realizzando una differenza reti di +35 che gli ha consentito, a parità di punti e anche negli scontri diretti con il Torino di Ventura, di vincere la serie Bwin.

Ora Zdenek è tornato a Roma, e la piazza può sognare. L’effetto-Zeman ha ripercussioni anche per quanto riguarda il mercato, dal momento che vengono accostati alla società di Trigoria Lorenzo Insigne (classe ’91) e Marco Verratti (classe’92), che il tecnico ha saputo valorizzare e far esplodere nella sua annata pescarese. Ma se la Roma vorrà mettere le mani sui due gioiellini dovrà fare i conti con il Napoli, che detiene la proprietà del cartellino di Insigne e non se ne priverà se non di fronte a un'offerta allettante, e con la Juventus, interessata a Verratti soprattutto nell’ottica del dopo-Pirlo.
C’è solo da aspettare per vedere come si evolveranno le vicende relative a questi giovani dalle grandi prospettive.

Intanto Zemanlandia è a Roma: lo spettacolo si accende.


Valerio Zoveralli
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